50esimo - TESTIMONIANZA GIUSEPPE CASSINA [10 luglio 2026]
Durante l’evacuazione accompagnavo la pattuglia dei carabinieri alle case da lasciare. Bussavo ed invitavo ad uscire.
Mi sentivo rispondere: “Ci lasci finire l’ultimo boccone…”.
Le drastiche decisioni dei primissimi giorni e poi le ordinanze di evacuazione hanno innescato giustificati risentimenti e rivendicazioni ma nel complesso la popolazione di Seveso ha sempre mantenuto un comportamento dignitoso.
Questo fu possibile anche grazie al Sindaco Francesco Rocca, molto stimato, sempre presente, riconosciuto come reale interlocutore e sicura guida nella tempesta. La dedizione del Sindaco Rocca è stata apprezzata da tutti, dai cittadini e da chi esercitava una responsabilità nella Pubblica Amministrazione.
Un aspetto positivo fu il lavoro concorde di tutto il Consiglio Comunale. Non significa che non ci fossero idee o posizioni diverse, ma è sempre prevalso un atteggiamento di responsabilità e collaborazione, un lavorare insieme nel cercare una soluzione per i problemi che la situazione di volta in volta presentava. Ricordo che una volta il Consiglio Comunale fu costretto a rimanere negli uffici del Comune fino a notte inoltrata per le rimostranze della popolazione: c’eravamo tutti, ciascuno con la propria idea ma nessuno si allontanò rimanemmo tutti, assieme.
Furono di grande aiuto e conforto anche il supporto attivo della comunità ecclesiale di Seveso con Monsignor Giuseppe Castiglioni e tutte le Parrocchie. Preziosa è stata la premura pastorale dell’Arcivescovo di Milano, Cardinale Giovanni Colombo, presente a Seveso già nei primi giorni, che sollecitò la costituzione di un Centro Decanale di assistenza: un luogo sicuro per discernere la realtà dei fatti e fulcro nell’organizzazione dei centri estivi per allontanare i bambini in località più salubri.
Immediato ed organico fu il coinvolgimento dell’Amministrazione Provinciale e di Regione Lombardia, il cui Governatore istituì un Ufficio Speciale per Seveso. Gli Incaricati Speciali alla guida dell’Ufficio, l’avvocato Antonio Spallino e il Senatore Luigi Noè, hanno sempre mantenuto alta l’attenzione prima di tutto sulle persone coinvolte.
Analoga collaborazione e sensibilità è stata dimostrata dalle forze dell’ordine. A loro è dovuta la nostra più sincera riconoscenza.
Al termine del periodo di emergenza l’Amministrazione Comunale si adoperò nel favorire la ripresa delle attività economiche promuovendo l’iniziativa “Seveso Produce”, la priorità restava però la ricostruzione delle abitazioni demolite: mediante Regione Lombardia vengono emesse norme urbanistiche ad hoc per soddisfare le famiglie che volevano ricostruire la casa come era prima.
Numerose sono le presenze assistenziali nate e cresciute dopo l’evento: l’opera Fratel Ettore, la casa Maddalena Grassi, la Casa “Dho” e la Casa “Mario e Augusta”, l’Associazione Amalo, le Associazioni Anziani e Anteas, la Caritas parrocchiale, il Banco di Solidarietà… tutte dimostrano una grande sensibilità verso il prossimo.
Seveso scopre anche una vocazione educativa e formativa nelle scuole, come la Scuola paritaria Frassati; viene istituita la Biblioteca Civica; nasce il Circolo Legambiente di Seveso; numerose Associazioni culturali e sportive di pregio intensificano le loro attività.
Dopo il silenzio… c’è la musica! Come dimostrano i due Corpi bandistici di antica fondazione e la nascita di una Scuola di musica, l’Accademia Gaetano Marziali, qui abbiamo una rappresentanza del Corpo Docenti (il musicista che esegue il commento musicale: M° Ovidio Pratissoli).
Sul territorio devastato dalla diossina viene realizzato il Bosco delle Querce.
Un lungo elenco – e mi scuso con chi non ho citato – un lungo elenco fatto di persone vere che creano comunità.
Mi sono chiesto: quale insegnamento ci viene da questa esperienza?
Mi è venuto in mente Sant’Agostino:
“omnia in bonum, etiam peccata”.
Tutto concorre al bene, anche gli errori ele debolezze umane.
Da situazioni drammatiche, possono fiorire realtà di fiducia e speranza.
Tutto concorre al bene.

